Questa sera lavoro.
Già.
Mi porto avanti, per così dire. Che indietro non ci torno più.Si dice così, no?
Ma questa sera ho voglia:
di una scala di colori e di una scala di note.
Vorrei una musica che faccia da colonna sonora.
Non al lavoro.
Voglio una colonna sonora per i miei sogni e per le mie storie di vampiri.
Vorrei eleggeryi a mia colonna sonora.
Quindi ti chiedo.
Una canzone. Una nota. Un motivetto per far fiorire i sogni e cullare i vampiri.
Me li regali?
Vorrei portarti nelle orecchie.
Regalami un titolo di una canzone e spiegami perchè mi parla di te.
Io ti porterò con me.
Te lo prometto.
Una canzone per cullare i miei sogni:
sono una cacciatrice di sogni, ricordi?
Sussurra la sera attraverso le ciglia intrecciate.
Silenziosa la notte sospira in respiri leggeri.
Occhi ripiegati sui Regni di Altrove vivono Sogni.
Mentre tu, sospeso alle tele di Sogno, dormi.
Sono una Cacciatrice di Sogni.
Come bisbiglio mi insinuo leggera attraverso ogni piccola fessura.
Nel buio, spio in segreto ogni tuo sogno.
Nella notte viaggio e viaggiando vedo.
Vedendo vivo e raccolgo nel mio retino tessuto in ragnatele d’argento i sogni che mi piacciono.
Per la mia collezione.
[dated]
Una canzone per cullare i vampiri...
Ricordi?
"Ancora non sapeva che avrebbe ucciso l’unico amore che nella sua vita avrebbe mai incontrato.
E mentre una notte sognava di carcasse di insetti e del padre in cima alla scala, una carezza la svegliò.
Aprì gli occhi, quegli occhi in cui danzavano le stelle, e vide un pulviscolo argentato illuminare di lieve luce lo spazio intorno a sé. Il pulviscolo si muoveva con movimenti dolci, sembrava danzare, a guardarlo avresti detto che erano stelle danzanti scese dal cielo per illuminare il buio in cui Dampyria viveva relegata.
Ma non erano stelle, era pulviscolo di stelle argentate, era un appartenente alla stirpe del padre.
”Puoi uscire, se lo desideri. Se lo vuoi, puoi venire con me, fuori di qui” disse una voce calda e profonda come il nero cielo.
Dampyria non si pose molte domande, era troppo poco ciò che del mondo conosceva per sorprendersi dell’impossibile. Se le stelle dicevano che poteva uscire nonostante le sbarre e le suore, allora doveva senza dubbio essere così.
Si sentì leggera e fluttuante, sentì ogni atomo del suo corpo sbriciolarsi in frammenti d’argento, in un dolore di spilli nella carne, ma senza che fuoriuscisse alcuna goccia di sangue. E così, priva di ogni contorno, polvere di stelle mista a polvere di stelle, uscirono. Nella notte."
[Da "Dampyria" - dated]
Regalami una canzone.
Che mi canti di te.
Tornare.
Dopo tempo. Dopo promesse. Diversa. Ancora una volta. E ancora sempre io. Come una fenice. O semplicemente come un fiore che dopo il lungo inverno trova la forza di sbocciare con un nuovo fiore. Purpureo. Raccontando il tempo lontano in frammenti. Lampi di ciò che è stato e ciò che è.
Quando Fiore fa rima con Cuore.
Forse.
Frammento #1
Quando lo cacci lo perdi di vista. E basta un attimo lontano dagli occhi che già non lo riconosci più. E' l'umidità che si condensa fuori dalla finestra. Il pulviscolo che danza nella gioia di un raggio di sole. Il profumo di fiori. Il filo di ragnatela che risplende ai raggi della luna in una notte di primavera. L'insetto impazzito che vola verso la luce. Bruciandosi. La nuvola cangiante che sa stupire nelle sue bizzarre forme. Ma tu non lo vedi. Non lo vedi perchè non lo riconosci. Non lo riconosci perchè l'hai cacciato. Il tuo cuore.
Poi.
Poi ti capita di cercarlo. Di volerlo indietro. E non sai dove cercarlo perchè non lo vedi più. E allora scavi nel profondo. Buche nella nera terra e nel fango. Lo cerchi nella polvere che si è depositata sui vecchi desideri frantumati. Nella cenere del fuoco passato in cui un tempo palpitava. Ricomponi con la colla frammenti di sogni perduti per vedere se è lì che si nasconde. Ma non lo trovi più. Perchè non lo vedi. Non lo riconosci.
Poi.
Poi capita che torna. All'improvviso. E ti rendi conto che tutto quello che dovevi fare era guardare verso ciò che vive e vivendo pulsa e pulsando danza.
E quando torna riempe un vuoto che avevi riempito col fango, la cenere e la polvere.
Poi.
Poi, quando il cuore è tornato, inizi a fare l'occhiolino all'umidita, alle nuvole e alle ragnatele. perchè chissà quanti cuori cacciati si nascondono lì. Perchè il cuore non ama il fango, la polvere e la cenere.
Forse.
Frammento # 2
"Tutti quanti voglion fare jazz.
Perchè resister non si può al ritmo del jazz"
["Gli Aristogatti" docet]
Forse.
Frammento # 3
In fondo non han prezzo i sogni e la fantasia è uno scrigno ricolmo dei gioielli più preziosi; anche quando gli occhi non aprono i mondi delle favole e lo sguardo si posa su una nuvola di foglie morte, sigarette spente e fogli di giornale.
In fondo non han fretta i sogni e i pensieri più cupi sono baratri che attendono di riempirsi di luci anche quando gli occhi non sono finestre su nuovi mondi e lo sguardo si posa su un semaforo rosso da chissà quanto tempo.
Chissà quanti sogni, favole, mondi possono esserci ad ogni angolo di strada tra foglie morte, polvere, sigarette spente, fogli di giornali e semafori rossi.
Forse.
Frammento #4
"Non esiste salvaguardia contro il senso naturale dell'attrazione"
A.G. Swinburne
Frammento # 5
Ci sono angoli che per il cuore restano sempre uguali.
Sono quegli angoli che lo fanno sempre battere. Da sempre e comunque.
Il mio angolo del cuore è disordinato.
C'è un gufo che conta il tempo e libri letti da ritrare. Libri che non smetterò mai di leggere e libri da scrivere. Ci sono quaderni pieni di me e delle mie storie e quaderni da scrivere. Bigliettini per non dimenticare le sciocchezze e lettere che ricordano cose importante sepolte sotto tutto.
Ci sono le candele e i delfini. Uno specchio in posa, le penne, i telefoni e l'i-pod perchè il mondo non interferisca troppo.

La mia scrivania.
Dove con una penna e un pezzo di carta batte il mio cuore.
Dove nascono i miei Fiori.
Un aggiornamento giocoso:
una sorpresa.
Sarà la primavera.
Sarà la voglia di nuovo.
Sarà che i miei occhi hanno voglia di colore....
Un piccolo fiore che ancora sta germogliando.
Una piccola sorpresa.
Esistono giorni in cui il passato scivola nella mente con una carezza di vento autunnale.
Ci sono giorni in cui ci si guarda e si sorride, in cui si guarda indietro e si torna a sorridere ripensando a lacrime e gioie, malinconie e paure ormai lontane.
Ci sono giorni in cui la luce del presente adombra vecchie parole, che tornano riemergendo dalle profonde acque di oceani interiori.
Parole che avevano nomi che non mi appartengono più, firmate da pseudonimi distanti e ancora vivi.
Tante sono le identità che mi hanno accompagnata in anni di vita nel mondo dell'immateriale fino ad arrivare a Viola, quella Viola che sono semplicemente io. E basta.
Ma sempre un filo conduttore, solo uno: le mie parole.
Raccolte in frammenti trascinate da un soffio di vento autunnale.
Ci sono giorni in cui ci si abbandona un po' al ricordo. Finalmente con un sorriso.
Ci sono giorni come oggi.
Giorni in cui rievocare parole lontane in frammenti di me.
Parole che avevano il sapore del sangue dei fiori recisi....
"Lei ha sapore di sangue in bocca, oggi.
Sapore di ruggine, di ferite mai cicatrizzate che vengono rigurgitate dallo stomaco.
Sapore di sangue in bocca.
Di petali sfioriti dal tempo, da gambi di fiori recisi.
Nulla da scrivere o da raccontare qeusta sera.
Autunno.
Ieri seduta sul muretto del mio giardino ho visto cadere una foglia.
E' semplicemente caduta, stupefacente...
Nessuna danza, nessuna evoluzione. Solo un alito di vento a staccarla dal ramo e poi era là, a terra, giallo su verde dell'erba che ancora non si rassegna all'idea di autunno.
Nessuna evoluzione, nessuna danza nelle mie parole.
Le lascio solo cadere. Un alito di vento cullato da una malinconica melodia.
Non volano le mie parole qeusta sera.

Silente sera,
che culli i pensieri.
Silente sera,
che hai ingoiato l'ultima luce.
Silente sera,
di oscuri riflessi.
Silente sera di incanti sfioriti.
Silente sera,
senza luna.
[troppo buia e silenziosa la sera vuota di luna]
In questa silente sera, ho aggrovigliato la matassa dei sentimenti in fili spinati da stringere attorno al cuore, perchè se la speranza è un essere piumato, in questa silente sera è volato via con la Luna. Nel buio. E rimane il silenzio rotto da una malinconica melodia e spine nel cuore da estrarre meticolosamente con le pinzette. Nessuna fantasia a turbare il lineare corso dei pensieri.
In questa silente sera ho allungato le gambe e distese le membra, ho abbassato le palpebre sugli occhi che bruciavano e ho salutato il mondo augurandogli una dolce, oscura notte.
In questa silente sera ho socchiuso le dita che stringevano una morbida carezza e l'ho lasciata scivolare via, lontano. Nei luoghi in cui la pioggia rompe il silenzio e dove c'è un viso su cui possa adagiarsi.
In questa silente sera ho acceso una candela di luce bianca per creare una luna e ho guardato la luce espandersi; allora ho salutato la luce e l'ho mandata in quel luogo dove il buio è più buio che nella mia sera silente senza luna, dove potesse brillare con tutte le sue forze.
In questa silente sera ho infine rinchiuso le ginocchia tra le braccia e dondolandomi un po' ho immaginato di essere una bambina che qualcuno aveva ancora voglia di cullare cantandomi una canzoncina per farmi addormentare.
Una canzoncina alla silente sera:
Silente Sera,
suona una musica con strumenti di soffi di nuvole e angeliche piume come corde,
che il silenzio avvolga tutto di confortante oscurità.
Silente sera,
che da oltre il cielo copri il mondo,
copri i pensieri di chi si rivolge a te per dimenticare il canto dello sbocciare di un fiore.
Silente sera,
che nella notte ti fondi,
ammanta di buio il cuore che batte a ritmo troppo veloce per non spezzarsi.
Silente sera,
che hai assistito alla morte del giorno,
avvolgi di silenzio quella lacrima che non osa sgorgare dagli occhi per la paura di cadere a terra e sporcarsi.
Silente sera,
nell'oscurità senza luna,
canta una melodia che accarezzi le anime che si perdono nel silenzio della tua Silente Sera.
Ora restano solo i fiori a sbocciare nel mio giardino.
FIori di ineguagliabile bellezza, da nutrire con preziosa rugiada.
All'ombra del sorriso della Celeste Musa.
Cose che succedono.
Cambiarsi d'abito e ridipingersi l'anima.
Dipingersi gli occhi di blu e vedere il mondo azzurro.
Cose che capitano.
Quando si è distanti.
Per tanto tempo.
Perdersi nere e ritrovarsi bianche in un sorriso sconosciuto.
Mangiare pizza rossa e fotografare le Muse azzurre.
Aspettare un treno verde che viaggia in giorni gialli.
Fermare il tempo in attimi rossi e accelerarlo in giorni grigi.
Scoprire diamanti blu appesi al nero del cielo e contare stelle lilla che danzano negli occhi verdi.
Addormentarsi rosa di un tramonto intenso e svegliarsi turchese in un alba pallida.
Accendere fiamme bianche e inventare favole in abbracci cobalto.
Cose che succedono.

Cose che capitano.
Cose che succedono.
Sorridere - finalmente.
Adesso.
Sono porpora macchiata di azzurro.
Sono gatta selvatica che caccia il leone.
Sono coccole e parole.
Sono lune danzanti e favole segrete.
Sono lettere e sono numeri.
Sono cioccolato fuso nello stomaco.
Sono immacolata malizia e indecente purezza.
Sono il profumo di conchiglia.
Sono il rumore di un sospiro.
Sono il canto delle sirene e la poesia della neve.
Sono silenzio.
Sono la lettera "P", ma anche un po' la "b" e la "v".
Sono una collezionista di trattini e punti di sospensione.
Sono sempre la vostra collezionista di sogni.
Sono così,
adesso.
Cose che capitano.
Cose che succedono.
Come tornare.
E volere sapere di voi.
Cosa vi è capitato, cosa vi è successo.
Un bacio in punta di petali.
Sono tornata.
Per poco forse o per sempre.
Tornata dai miei fiori, per quelli che ancora conoscono la strada che porta al mio giardino.
Torno con un canto nella mente e nuovi sogni nascosti dietro gli occhi;
nuovi sussurri nel buio e segreti nel cuore.
Solo qui.
Solo ora,
per il tempo della danza di un petalo tra le braccia del vento.
[Abbracciami.]
Perdersi nel giardino dell’Eden
chiudere gli occhi per la troppa luce
affondare nel senso in cui dimora la memoria
celare l’ombra in reconditi anfratti.
Inaridire deserti con terra asfittica,
annaffiare le alghe degli abissi con acqua piovana,
giocare a nascondino con chi non ti cerca,
ridere di soddisfazione innanzi ad una delusione.
Camminare a piedi nudi su un tappeto di erba e margherite
socchiudere gli occhi all’aurora e scoprire il mondo tinto di rosa
emergere dal ricordo avviandosi incontro al futuro a passi di danza
illuminare il buio con un timido sorriso.
Coltivare anemoni di mare nel deserto,
gettare briciole di pane ai pesci,
giocare a nascondino con la luna e farla vincere,
gettarsi di dosso le aspettative con una risata.
Sapere di essere dolcemente fragili.
Come un germoglio.
Come un timido raggio di sole dopo il lungo inverno.
Vorrei dire parole profonde, gettare inchiostro su carta, incidere segni con acqua di mare e il pennino immerso nel riflesso argenteo della luna. Parole fluide, pensieri acquatici che sfiorano l’anima bagnandola. Frasi che scintillano delle scie delle stelle cadenti e si impregnano di desideri espressi mentalmente.
[Tu. Abbracciami]
Ho cancellato i contorni del mare. Li ho cancellati con un battito di ciglia e il temporale come gomma. Ho cancellato i contorni del mare e li ho respirati. Con il naso. Fino ai polmoni. Nel mio sangue ora fluiscono i contorni del mare.
[Il rosso della stoffa e una candela.
Non chiedo altro.]
[Tu. Abbracciami.]
Cadere danzando in rivoli di sogni.
Solo un istante per riprendere fiato.
Aspettando il rumore del mare. E dei respiri.Ancora.
Trasparenze.
Come nebbia in opache mura permeabili in volo tra terra e cielo.
Brina.
Arabeschi di bianco candore afferrano la linfa nelle immacolate notti.
Ascolta.
Il buio avvolge il cuore in una morsa di gelo.
Ghiaccio.
Un ricordo lontano di ciò che fu.
Che sia tutto solo un sogno?
Angelo Luminoso, scintillante di cristalli di ghiaccio, guarda.
Sospiri di luce nella notte gelata svaniscono nella tenebra.
Guarda gli angeli fermi presso finestre chiuse - non esiste alcuna possibilità - .
Nessun rimorso a serrare gli occhi.
Guarda, Angelo, guarda nel prodondo del mio cuore.
La vedi la luce che si nasconde nel buio?
E' una stella di sogni che sospira di luce invocando il tuo sguardo.
E' fuoco immobilizzato nel ghiaccio che desidera solo poter bruciare la notte in cenere.
Angelo Luminoso, scintillante di cristalli di ghiaccio, ascolta.
Piume di candida neve nella notte si posano su oscure intenzioni.
Ascolta gli angeli bussare alle porte dei cuori serrati in chiavistelli d'acciaio e ruggine.
Nessun rimorso e nessuna possibilità.
Ascolta, Angelo, ascolta il canto del mio cuore.
La senti la melodia infrangere il cristallo gelido del silenzio?
Mostrami il canto dei sogni elevarsi al di sopra delle schiere degli angeli caduti.
Angelo luminoso nel buio di una notte d'inverno, afferra la mia mano.
Non si può volare avvolti di buio e di gelo.
Stai cadendo, Angelo luminoso, serrato è il Cielo, ma aperta è la porta del mio cuore di ghiaccio.
Che sia tutto solo un sogno?
L'inverno è giunto.
Bianche piume danzano lontane: sono i fiocchi di neve che accompagnano la tua caduta.
Ali ora catene di ghiaccio ti trascinano inesorabili verso il basso.
Sono i giorni passati, le voci che hanno sospirato il mio nome avvolte in cristalli di brina - spezzati.
Sei vento gelido sul mio viso che strappa lacrime dagli occhi per giorni lontani.
Oggi solo il freddo dell'angelica caduta in catene di ghiaccio e cristalli di brina.
Bianco Angelo, lo sai, scorrerà il gelo in rivoli d'acqua e la brina in incanti di rugiada.
Alla fine una fiammella schiuderà l'uscio ghiacciato alla porta dei miei sentimenti.
Nuove ali cresceranno allo spuntar della luce del nuovo anno.
Svanire in una notte di nebbia per risvegliarsi brina, addormentarsi all buio attendendo lo spuntare del nuovo sole.
Saranno nuove ali, Bianco Angelo. E di nuovo impareremo a volare.
Insieme.
Dopo tanto tempo.
Imparare a volare.
Dopo tanto tempo, dopo l'inverno essere ancora insieme, Bianco Angelo.
Che sia tutto solo un sogno?
Una crisalide di stella nel buio cuore dell'inverno.
Dimmi che ci sei, Bianco Angelo dell'Inverno.
Dimmi che ascolti i sussurri di lacrime nel vento gelido.
Dimmi che il gelo che blocca il fluire della linfa non è per sempre.
Dimmi che l'oscurità non macchierà la neve.
Dimmi che sarò ancora di Grazia Immacolata.
Dimmi che sarò ancora ammantata di bianche piume.
Dimmi che la mia caduta sarà accompagnata dalla melodia dei fiocchi di neve.
Dimmi che il sole scioglierà la brina.
Dimmi che saremo ancora insieme.
Dimmi che ci sei, Angelo dell'Inverno.
Che sia tutto solo un sogno?
Sogni.
Immagini impresse in una tela tessuta da mani invisibili.
I vostri sogni.
Raccolti in immagini.
A seppellire paure con la neve.
*
Un sospiro del cielo.
Un fremito nelle oscure profondità della terra.
E nel giardino dei dormienti,tra lucciole e lanterne, nell'isola posta ad Ovest, lei sciolse i nodi degli occhi divincolandosi dall'abbraccio di Morfeo. Destandosi dal lungo sonno.
Era l'alba di un nuovo giorno per colei che è sorella del tempo: alba da pallidi toni violetti che si riflettono sul suo sguardo di ametista.
Rinascere donna, svegliandosi in quell'alba. Rinascere donna per imprimere impronte sulla sabbia nell'arco di tempo di un battito di ciglia: una vita.
Indicare con lunghe mani diafane la direzione dei passi, desiderarlo e ritrovarsi in quel mondo di vite mortali. Avendo attraversato petali di arcobaleno. Sfuggendo alle maglie delle trappole per farfalle.
Sognando un domani più dolce, meno cicatrici e più sorrisi.
Sentimenti umanamente accettabili. Giustificabili.
Per lei destatasi donna per una vita intera. Un battito di ciglia nell'isola dei dormienti.
Camminare imprimendo impronte di piedi nudi sulla sabbia, desiderando l'amore. L'amore vero, quello da perdere la testa, quello che fa star bene, quando tutto ti volta le spalle.
Desiderando baci colarati.
Ed imbattersi in uomini di sabbia.
Uomini costruiti in sabbia umida che si sgretolano quando il sole brucia e soffia il vento.
Uomini di sabbia forti solo sulla spiaggia vicino al mare notturno, nel tempo in cui il sole riposa.
Uomini di sabbia ad afferrare mani diafane e lasciando la presa.
E' un attimo inciampare e cadere. Nella sabbia.
Nelle ore in cui il sole dorme il cielo si oscura e alle volte piange.
Piange se la donna dagli occhi di ametista sprofonda nella sabbia. E quando lacrime cadono dal cielo gli uomini di sabbia si sciolgono. Semplicemente. Granelli accarezzati dal mare, scomposti a terra.
E desiderare di tornare al giardino. Chiudere nuovamente gli occhi di ametista in sguardi nei regni di Sogno.
Abbandonare quel mondo di sogni a colori pieni di vita che svaniscono a breve. Lasciare quel mondo con le sue trappole per farfalle.
Seppellire la pura con la neve. Immacolata.

Grazie a : Pagan Poetry, Asjetta, Anyanka, Eternallover, Morgana, Falena Velenosa, Dark Agony, Engel ed Ecathe.
Per avermi donato sogni da imprimere su una tela.
Per seppellire la paura con la Neve.
*
Frammenti di Viola.
Frammento #1
Mi innamoro di illusioni. Le coltivo nel grembo cullandole la sera. Le abbraccio la notte nutrendole di sogni. Le ammiro al mattino aprendo gli occhi. Le dissemino per il mondo a mezzogiorno osservandole crescere. Le strappo nel pomeriggio giocando alla realtà. Le catturo al tramonto per riporle nel grembo. Attendendo che ritorni la sera a cullarmi. Cosi che la notte io possa a mia volta cullare le mie illusioni.
Frammento #2
Amo le rose che fioriscono in autunno. Soprattutto negli autunni molto piovosi. In quegli autunni le rose hanno petali pesanti e sgualciti a proteggere un grembo profumato gravido d'acqua.
Amo le rose che fioriscono in autunno.
Sono intrise di decadente romanticismo.
Nelle rose che fioriscono in autunno io amo me.
Frammento # 3
Corro a perdifiato quando provo a rincorrere la vita. Corro finchè il fiato si spezza in gola. E il cuore continua a battere. Nelle mie rincorse alla vita, vince sempre la vita. E mi chiedo fino a quando.
Frammento #4
Io colpisco.
Alle volte nel segno e alle volte qualcuno.
E quando mi capita di colpire qualcuno che non voglio colpire, lo colpisco con una scarpata.
Frammento #5
Sono Viola.
Lo sono da sempre.
Mi chiamo così.
Frammento #6
Sei viscido.
Ma questo ti è servito ad incollarmi a te - fiore in mare di melassa.
Ma quando avrò leccato via tutto, tu rimarrai nudo e viscido.
Io avrò la pancia piena di melassa e dolcezza nelle vene.
*
Un gioco.
Scrivi 9 parole che sussurrino di te.
Scrivi 3 parole che descrivano me.
Scrivi 1 parola che parli di me e te insieme.
Anche se non mi conosci.
Anche se passi qui per caso per la prima volta.
Scrivi 13 parole di te e di me.
Io scriverò 3 parole di te.

P.S. Sono via e starò via una decina di giorni.
Lontana dai miei fiori.
Ma tornerò, non temete!
Mi mancherete!
